VEDERE SANO

Vedere sano, prevedere per tempo

Sappiamo bene che i raggi UV possono causare danni ai tessuti organici; per questo d’estate proteggiamo la nostra pelle con vestiti e creme solari. Dimentichiamo però che l’effetto di questi raggi sui nostri occhi è anche più intenso. A differenza della pelle, gli occhi non sono dotati di melanina e non possono sviluppare alcuna tolleranza alle radiazioni, aumentando il rischio di disturbi visivi e malattie. I raggi infrarossi, anche se non sono dannosi come i raggi UV, provocano il riscaldamento dell’occhio: questo può provocare irritazione e risultare fastidioso. Anche la luce blu può causare un’infiammazione dolorosa della congiuntiva e della cornea, ma anche danni più gravi simili a quelli provocati dai raggi UV, come la cataratta o la degenerazione maculare. Oltre che modificare il ritmo circadiano (veglia/sonno).

L’effetto della luce sui tessuti dell’occhio è cumulativo nell’arco di ore. Bastano brevi esposizioni ripetute nel tempo per creare un effetto nocivo globale. Per questo c’è un ritardo tra l’impatto della luce e i sintomi: anche se sul momento può sembrare che l’occhio non sia irritato, spesso a fine giornata si notano gli effetti dell’esposizione non protetta.
Fra questi, i più diffusi sono secchezza del bulbo oculare e discomfort, causati dalla disepitelizzazione della parte esposta o dall’effetto abiotico dell’esposizione ai raggi ultravioletti. Più pericolosi sono gli effetti a lungo termine. Lo stress sui tessuti si accumula nel lungo termine, fino a generare malattie come la cataratta e la degenerazione maculare, che è la principale causa di perdita della vista dopo i 50 anni.